Digital payments

Nell’ultimo articolo abbiamo analizzato il funzionamento delle carte di pagamento e i motivi per i quali stanno nascendo nuove banche basate su canali esclusivamente digitali.

Un ulteriore interessante business che si sta sviluppando nel mondo dei servizi di pagamento è quello proposto dai produttori di smartphone, device wearables e sistemi operativi come Apple, Google e Samsung.

Queste aziende globali promuovono accordi con i principali player finanziari (banche, ma anche gestori di circuiti di pagamento) in modo che la carta della società emittente possa essere registrata sul proprio telefono o smartwatch ed utilizzata, sfruttando la tecnologia NFC, in sostituzione del supporto fisico. A fronte di questo servizio ricevono, dalla banca emittente, una fee sulle transazioni.

Ma cosa spinge le banche a pagare una fee aggiuntiva? Semplice, grazie all’utilizzo di strumenti digitali la percentuale di frode cala drasticamente, in quanto non è possibile che la transazione provenga da una carta venga persa o rubata, dato che sono necessari dei passaggi di autenticazione multifattore sia sul device che sull’app della banca e l’autorizzazione viene garantita dal riconoscimento biometrico (Face ID o fingerprint) effettuato dallo smartphone o dal wearable.

La vera sfida per questi operatori non è, come per le società finanziarie, quella di acquisire nuovi clienti, quanto quella di promuovere l’utilizzo del servizio a coloro che sono già clienti ovvero i possessori degli smartphone. Con l’aumentare dell’utilizzo crescono le revenue.

Nel caso di Apple Pay, attuale market leader, si stima che gli utilizzatori nel mondo siano 507 milioni e che sia attualmente utilizzato dal 48% dei proprietari di iPhone.
Nel 2022 le revenue legate a questo servizio sono state di 1,9 miliardi di dollari (fonte: statista.com), con un trend in forte crescita.

Le potenzialità legate ai servizi finanziari abilitati dai nostri smartphone sono enormi, non solo perché si tratta di strumenti semplici da utilizzare e sempre più diffusi, ma anche perché sono numerosi gli altri servizi che è possibile abilitare (credito al consumo, conto deposito, etc.).  

Come per le digital bank, quindi, anche questo settore è estremamente dinamico e siamo all’alba di nuovi scenari che cambieranno definitivamente il mercato.

Maurizio Petronzi