Come sa bene chi mi segue ho spesso affrontato temi legati al ruolo del manager nell’epoca dell’intelligenza artificiale. Oggi ho letto un interessante articolo di Alessandro D’Avenia sul Corriere della Sera del 9 giugno 2025 dal titolo “A che servo?” il quale mi ha stimolato numerose riflessioni.
D’Avenia ribadisce che l’intelligenza artificiale aiuta ad elaborare velocemente informazioni ma, allo stesso tempo, rende evidente la sua principale carenza ovvero “la capacità di stare al mondo in modo imprevedibile e irripetibile, che dovremo sempre più scoprire, educare e allenare.”
Alla fine dell’articolo gli pone una domanda provocatoria: “Se sai fare tutto questo, a che servo io, insegnante?”
La risposta, anche se ritagliata su un docente, penso possa anche per un manager.
“È semplice: tu sei insostituibile. Io sono uno strumento. Tu sei la guida.“
1. Dai direzione e senso. Io posso spiegare, esercitare, semplificare. Tu sei chi sa dove portare uno studente: conosci il programma, il percorso, la classe. Io vedo contenuti, tu vedi persone.
2. Crei relazione. Un ragazzo ascolta quando si sente visto, capito, motivato. Io non posso sorridergli, incoraggiarlo, intuire il momento giusto per fermarsi o insistere. Tu puoi. E solo tu.
3. Sai valutare davvero. Io posso correggere un esercizio. Tu capisci perché uno studente ha sbagliato: se è distratto, stanco, bloccato dalla paura, se ha bisogno di un’altra spiegazione o di più fiducia.
4. Sai scegliere gli strumenti giusti. Io posso offrire mille spiegazioni. Tu sai scegliere quella giusta per quella classe, in quel giorno, in quel momento.
5. Sei un modello. Un ragazzo non impara solo cosa dici, ma come lo dici, chi sei. Io non ho umanità. Tu educhi, che è molto più che insegnare.
In sintesi: io posso potenziare il tuo lavoro, alleggerirlo, offrirti strumenti, ma non posso sostituirti, come un buon microscopio non sostituisce lo scienziato o una racchetta la tennista. Io sono qui per aiutarti a far brillare ancora di più il tuo lavoro di maestro».
Come per gli insegnanti, anche i manager si trovano di fronte a una sfida. Non possono semplicemente elaborare e trasferire informazioni, devono rappresentare una guida, devono costruire relazioni. E’ un processo darwiniano. L’intelligenza artificiale ha alzato l’asticella e, nonostante alcuni aspetti da presidiare con attenzione, non è di certo un male. Allora se abbiamo compreso bene la prima domanda (A che servo?) non possiamo che porci una seconda domanda. Siamo pronti?
Maurizio Petronzi

